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casa

 

di Ferdinando Rizzardo.

 

A Valdenogher in Alpago nell'estate del 2006 è stato aperto un curioso Museo nella casa di un misterioso alchimista del XVI secolo.

Il simbolismo di facciata della dimora filosofale racchiude la più misteriosa delle ricette: il segreto per arrivare alla Pietra Filosofale, vale a dire alla Medicina Universale che è in grado di guarire tutte le malattie e di "trasmutare" i metalli vili, come il piombo, in preziosissimo oro o argento, unici metalli detti "nobili".

Narrano antichi scritti che la casa apparteneva ad un nobile condannato a morte ad Alessandria d'Egitto e che aveva trovato rifugio grazie alla Repubblica Serenissima nel territorio dell'Alpago.

Per poter comprendere l'Alchimia è necessario capire che gli antichi avevano un rapporto con la Natura diverso da quello moderno.

La Natura era considerata con tremore e stupore, come un gran corpo animato e sacro, con un senso di "partecipazione mistica" in cui tutte le parti sono legate alle altre e aperte ad ogni possibilità.

 

La Casa dell'Alchimista introduce alla misteriosa danza della vita dove non c'è separazione tra materia, spirito e natura; al di là dell'antitesi tra materiale e spirituale.

Nel linguaggio poetico dell'alchimista Miniera, Materia Prima, Zolfo, Mercurio, Matrice, Sale, Quintessenza, Drago, Fenice, Piombo, Cielo, Terra, Re , Regina, Lupo, ecc... sono simboli dai molteplici significati.

Vediamo un esempio:

"Voi siete la Miniera, perché essa si trova in voi e, per confessare il vero, siete voi stesso a prenderla e a riceverla. Chi cercherà un'altra pietra nel Magistero,sarà deluso nella sua opera..." queste sono le parole che l'alchimista Morieno disse al Re arabo Calid e che costituiscono il primo testo dell'Alchimia Araba giunto in Occidente. In queste parole è evidente che il significato di Miniera ha un riferimento legato al lato " interno, umano"; alla corporeità che in qualche modo supporta e contiene la "benedetta materia".

Nei testi alchemici spesso si passa da espressioni cosmico-naturali a significati interiori umani. Bisogna comprendere questo punto fondamentale.

 

"Tutto è Uno", quindi ogni cosa è correlata alle altre parti:

"Ciò che è in basso è come ciò che è in alto e ciò che è in alto è come ciò che è in basso... per il miracolo della Cosa Una" afferma come prima cosa Ermete il padre degli alchimisti.

L'alchimista prova a comprendere i legami che in qualche modo collegano le singole parti del tutto e

osserva che la comprensione del cosmo è possibile grazie all'analogia che diviene la regola principale del pensiero ermetico.

In questo vasto orizzonte acquista importanza la "conoscenza di sé" come conoscenza dell'Uno il Tutto. A questo punto è bene richiamare l'attenzione sul fatto che nel museo possiamo trovare testimonianze contemporanee anche Cinesi, Indiane e Tibetane del medesimo processo, così sapremmo dal professor Li Xiao Ming che pochi anni fa in Cina una semplice contadina che praticava da sola su una famosa montagna, piano piano ha trasmutato il suo corpo, si è aperta alla chiaroveggenza e si è trasformata.. in LUCE, svanendo letteralmente.

Testimonianze contemporanee di simili fenomeni sono avvenute nella nostra epoca anche in Tibet ed alcune sono riportate fedelmente nella casa-museo, tra queste troviamo importanti testimonianze riportate dal prof. Namkhai Norbu.

 

E queste testimonianze sono importanti perché anche se sembrano impossibili creano un dubbio e possono aprire una breccia sulla mentalità moderna ormai cristallizzata e non aperta ad eventi e possibilità che sembrano sfidare il "buon senso" e le capacità umane.

Ma se si ricercano altre tracce della Via ecco ancora il buon Ermete che, compassionevole, ci spiega che il Bene Perfetto è:

"Io sono nel cielo, sulla terra, nell'acqua, nell'aria; io sono negli animali, nelle piante, nell'utero, prima dell'utero, dopo l'utero, DOVUNQUE" (Pimandro, cap. XIII).

Se il profumo di queste parole fa vibrare un ricordo ancestrale della nostra natura profonda ci ritroviamo aperti alla grande apertura e percepiamo che questa è l'essenza.

 

Estratto dell' articolo di Ferdinando Rizzardo

Il testo completo e maggiori informazioni sul sito www.granviale.it.

 

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